rappresentate e analizzate le concrete difficoltà incontrate dai Responsabili locali.
All’incontro, che faceva seguito ad uno analogo tenuto il 28 settembre 2005, e che ha avuto una attenta e numerosa partecipazione, hanno preso parte i Rappresentanti di Regioni, Province, Comuni, Comunità Montane ed Università ed i Soggetti Responsabili di Patti Territoriali.
Nel dibattito è stato evidenziato che i problemi più rilevanti sono rappresentati da una normativa che non consente la definizione degli investimenti e comunque pone a rischio centinaia di imprese che operano sia nelle aree depresse del Nord che nel Mezzogiorno d’Italia con le facilmente immaginabili ripercussioni economiche ed occupazionali.
Nel constatare che l’iter legislativo connesso alla proposta di emendamento, anche per problemi giuridico/amministrativi, non si è reso percorribile, nei diversi interventi si sono affrontati possibili sbocchi operativi all’impasse in cui si trovano gli strumenti della Programmazione Negoziata sul territorio.
Dal dibattito del 10 novembre, riconfermata l’urgenza degli interventi per la soluzione delle problematiche già espresse nell’ambito del Tavolo tecnico con la Conferenza Stato-Regioni (di cui sopra), sono dunque emerse problematicità operative, schematicamente sintetizzate di seguito:
a) Consentire la rimodulazione delle risorse rivenienti da rinunce e revoche sui Patti e sui Contratti anche oltre il termine di 48 mesi dall’approvazione dei Patti e dei Contratti stessi;
b) Tempi troppo lunghi per la nomina della Commissione Tecnica di collaudo al fine del sopralluogo finale e quindi ritardo nell’erogazione del saldo (10%);
c) Rimodulazione dei Patti Agricoli;
d) Opere infrastrutturali: autorizzazione all’utilizzo delle somme derivanti da ribassi d’asta o economie di progetto aa favore degli stessi interventi originariamente approvati;
e) Decorrenza spese per investimenti attuati con modalità di leasing;
f) Riduzione dei tempi per i supplementi d’istruttoria necessari per la valutazione delle “variazioni soggettive” nonché per la correzione di errori istruttori;
g) Nuovo testo delle fidejussioni (circolare 970776 del 27 luglio 2005) comunicazione del Ministero Attività produttive relativamente alla “black-list” degli Istituti della Banche (comunicazione Map del 29 luglio 2005);
h) Urgente autorizzazione ai Soggetti Responsabili e Responsabili Unici per la rimodulazione delle risorse rivenienti da rinunce e revoche a valere sui finanziamenti dei Patti Agricoli;
i) Necessità di individuare strumenti che, in analogia al Contratto d’area, aiutino a risolvere le problematiche delle imprese in crisi in diverse e consistenti aree dell’Italia (cd. “crisi di secondo livello”);
j) Esigenza di ricercare un collegamento funzionale a seguito della regionalizzazione dei Patti Territoriali (delibera Cipe 25 luglio 2003 n. 26).
L’Assemblea nel prendere atto della volontà da parte del Governo di risolvere nell’immediato alcuni problemi che sono sul tappeto, con la riserva di presentare un documento i cui argomenti sono stati individuati e condivisi, ha deliberato di convocare un ulteriore incontro entro la prima decade di dicembre con la presenza del Senatore Renato Schifani e dei Rappresentanti del Parlamento di Maggioranza e di Opposizione.
La riunione si è conclusa con la richiesta urgente di un intervento normativo alternativo all’emendamento in Finanziaria, con l’impegno di affrontare le diverse problematiche nell’ambito dei Tavoli tecnici già costituiti sia con l’Abi – Associazione Bancaria Italiana che con la Conferenza Stato-Regioni.
L’elencazione delle problematiche è, chiaramente, non esaustiva e meramente descrittiva ed analitica: sarà compito di Anpaca di razionalizzare per omogeneità i diversi punti e proporre attraverso i diversi Tavoli Tacnici (con l’Abi, con la Conferenza Stato-Regioni, con i Ministeri competenti e con i gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione) le soluzioni legislative, amministrative e tecniche più idonee.